L’incubo del teo-evoluzionismo
Genesi Biblica, Apologetica, Magistero, Narrativa, News

L’incubo del teo-evoluzionismo

Discenti di un lontano passato?

Nella narrativa odierna, come sappiamo, il mito evoluzionistico è assai dato per scontato, soprattutto nella cultura popolare. Come lettore incallito di fumetti e appassionato di cinema non posso fare a meno di imbattermi in opere dove in buona o cattiva fede si sostiene questa visione
materialisticaL'uomo è solo un animale intelligente, risultato di errori/mutazioni congelate.
delle origini dell’uomo. Uno dei miei fumetti preferiti è indubbiamete “Dylan Dog”, dove di sovente si affrontano temi non solo legati al genere horror ma a molte altre tematiche esistenziali riguardanti le inquietudini umane più profonde. Su Cattonerd abbiamo già affrontato l’archetipo di Dylan Dog quale indagatore dell’incubo in “Tex Willer VS Dylan Dog“, per poterci soffermare sulle differenze tra i primi eroi della Sergio Bonelli Editore, come Tex, e Zagor che incarnano la Verità; e gli antieroi più tormentati delle ultime generazioni Bonelli, di cui Mister No e Dylan Dog sono i più noti tra coloro che rappresentano la ragione che si scontra con il mistero e/o il dubbio.

In questo articolo, similmente come feci per Cattonerd, tenterò di affrontare un fraintendimento comune sull’argomento delle origini umane a partire dalla potenza di alcune immagini di Corrado Roi e da una delle storie più significative di Luigi Mignacco: “Dylan Dog 102 – Fratelli di un altro tempo”, che propone un tema complesso e delicato, quello del teo-evoluzionismo: se l’uomo non è stato creato così com’è, ma è frutto di un lento trasformismo biologico basato sulle forze della prevaricazione e della selezione naturale allora, forse, siamo tutti figli del più grande degli incubi? E questo non ci rende, in qualche modo, “fratelli” anche se non tutti appartenenti alla razza del cosiddetto “Homo sapiens“? La storia di Mignacco a questo allude, qualora l’umanità sia davvero frutto di spietate dinamiche di sopravvivenza dove contano solo la selezione naturale e le derive genetiche (micro e macro mutazioni, che si congelano, dando origine a nuove specie, in un lento e inesorabile trasformismo di cui l’uomo è il risultato “migliore”).

Genesi Mosaica… un’allegoria che nasconde un incubo?

evoluzionismo
Anche Michelangelo Buonarroti, pur rispettando la Dottrina cattolica, aveva un’interpretazione della Genesi mosaica che al suo tempo era tabù per il clero. Oggi i messaggi “subliminali” o le simbologie della Cappella Sistina iniziano a essere più comprensibili e ad apparire finalmente per nulla gnostiche!
Chiamata così perché la tradizione cattolica attribuisce l’opera al profeta Mosè. E in quale periodo fu scritta? Si propende per VI-V secolo a.C., consapevoli che soprattutto dall’Esodo in giù potrebbe riguardare storie ben più arcaiche. E non affronteremo la questione dei “generi letterari“. Almeno non in questo articolo.

In ogni caso, sfruttando la narrativa il teo-evoluzionismo biologico rispetto alla Dottrina cattolica può essere focalizzato decisamente meglio. Abbiamo affrontato più di una volta il tema della Genesi o della
protologiaIl mistero delle orgini.
, ma mai in modo esauriente per questioni di spazio. Sia chiaro, nemmeno in questo nuovo articolo risolveremo del tutto la faccenda! Ma ci soffermeremò su alcune conseguenze riguardo il compromesso tra due prospettiva (quella cattolica e quella materialista) diametralmente opposte.

Tempo fa ho avuto modo di leggere il libro “Come sopravvivere alla Chiesa cattolica, e non perdere la fede“, di Alberto Porro, una sorta “manuale di sopravvivenza per restare cattolici”, ma forse è più un simpatico manifesto del cattolicesimo odierno inconsapevolmente
progressistaChi mira a modificare il racconto e/o la dottrina, per 'aggiornarla' al pensiero corrente.
, dove nel capitolo dedicato al battesimo l’autore scrive quanto segue:
Alberto Porro: ““In realtà la dottrina del peccato originale si è evoluta, nel senso che ormai non si dà più la colpa ad Adamo ed Eva, i quali forse non sono nemmeno mai esistiti e sono frutto di un racconto simbolico, concepito dagli scrittori biblici dei tempi antichi […]””
Chiedo venia, ma non è così. 😕 Proprio no! Le fonti dicono altro, cioè il Magistero della Chiesa cattolica straordinario non ha mai ritrattato nulla. I dogmi più importanti riguardo il libro della Genesi sono, più o meno, i medesimi del Concilio di Trento! Sì, sulla storia della creazione siamo tutti meno “intransigenti” e più aperti nei confronti delle diverse possibili interpretazioni, soprattutto rispetto le scoperte scientifiche, ma la sostanza non cambia. E sono solo i teologi più modernisti. Cioè, che credono che la Chiesa debba aggiornarsi in base al pensiero corrente… ritrattando i dogmi! O i giornalisti cattolici a cui, forse, non garba Agostino che fingono il contrario… Detto questo, se prediamo quell’affermazione a pag 59 di Porro così com’è, beh, emergono gravi contraddizioni riguardo la Storia della Salvezza… 🙁

Agostino VS Pelagio

Sant’Agostino: “[…] le immadiate conseguenze del peccato di Adamo furono l’impulso sessuale (libido e concupiscenza) […] e l’altra conseguenza fondamentale fu la morte.
Agostino è stato uno dei più grandi padri della Chiesa, mentre Pelagio era un omone molto buono ma che la pensava diversamente sulle questioni del peccato originale e del battesimo. Lo scontro fu inevitabile! Ripeto, la citazione di Porro di sopra è solo una delle tantissime disponibili tra scrittori, cristiani e teologi odierni, che senza rendersene conto credono che Agostino aveva torto e Pelagio ragione, perché non c’è stato alcun primo uomo perfetto che provocò la caduta, e alcun peccato propagatosi in tutta la stirpe umana che ci ha privati della natura e bellezza delle origini. Infatti per Pelagio un bambino innocente è privo del peccato di Adamo.
Pelagio: “[…] Invece la fondamentale bontà di questa natura (umana) è stata impressa in tutti, senza eccezioni, tanto che anche fra i pagani, che non conoscono il culto di Dio, essa affiora e non di rado si mostra palesemente.
La disputa di Agostino e Pelagio era proprio legata al modo di concepire il peccato originale e conseguentemente il battesimo. Pelagio consigliava a tutti il battesimo come “grazia” in più per l’uomo, ma non lo considerava necessario per gli innocenti. Ovviamente fu condannato nel 418, con tanto di dogmi annessi, mentre Agostino diventò un padre della Chiesa. Ma il pensiero di Pelagio, da Darwin in poi, è tornato con i suoi errori in seno alla Chiesa e ha trovato un maggior numero di sostenitori… che probabilmente nemmeno sanno chi era Pelagio! XD Se, infatti, il battesimo non è necessario per la salvezza degli innocenti, o Adamo ed Eva, i quali forse non sono nemmeno mai esistiti e sono frutto di un racconto simbolico, ne consegue che siamo già tutti Figli di Dio dalla nascita e la Storia della Salvezza quasi cessa di esistere o diventa qualcosa di evanescente e solo ascendente (niente caduta, perché siamo comunque tutti in salita! Difettati forse, ma sempre più “evoluti” rispetto ai nostri avi e più buoni grazie a Cristo). Per esperienza come catechista posso dirvi che per un ragazzino che si prepara alla cresima una spiegazione del genere la considererà “poco concreta”, perché priva dei cosiddetti punti irrinunciabili del racconto, e sarà una possibile ragione per allontanarsi dalla fede cattolica, che trova la sua forza nella bellezza di una storia che vede Gesù come “Nuovo Adamo“, un po’ come la bellezza salvifica del viaggio dell’eroe di Luke contro il peccato di Anakin Skywalker. Ossia, la sintesi del viaggio dell’eroe. Dunque i ragazzi, non appena condizionati da altre “dottrine” più “autorevoli”, penseranno che i loro catechisti se la raccontano… XD La cosa triste è che la maggior parte dei cattolici davvero non sa che pesci prendere riguardo la storia delle origini.

L’errore e l’orrore del concordismo

Da quando la Chiesa ha sviluppato
un complesso di inferiorità nei confronti della scienza.Resta la paura inconscia che la fede sia contraria alla ragione, dunque in contrasto con il metodo scientifico.
, ma più che altro nei confronti del mondo accademico anticattolico, siamo passati dai quei cristiani integralisti che volevano far concordare con la realtà ogni possibile interpretazione fondamentalista della Bibbia fino a quelli che adesso vogliono far concordare la Dottrina cattolica con il Neodarwinismo, senza che nessuno delle due posizioni sia davvero messa in discussione rispetto all’altra. In realtà, è solo il trasformismo delle specie che non viene messo in discussione. Anzi, i teologi odierni si sono solo limitati a dire che tutto va bene, perché l’evoluzione è accompagnata dalla Provvidenza: il cosiddetto «Teo-evoluzionismo», dove la prevaricazione tra animali e poi subumani che portò a noi fu un “sapiente” disegno di Dio. Mentre si negano tutte le verità fondamentali della Storia della Salvezza in favore di una visione del percorso dell’umanità che fa apparire “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” una saga fantasy per bambini e H.P. Lovecraft un raffinato teologo! XD

Ma vediamo cos’è il Teo-evoluzionismo…

Fin quando ci si nasconde dietro parole e concetti fumosi si può dire tutto e il contrario di tutto. Quando invece si guarda in faccia la verità, con un po’ di sano pragmatismo, magari servendosi di ciò che è palesemente oggettivo, come un’immagine, le cose cambiano! Nel nostro caso ricorro alle immagini di un buon fumetto di Dylan Dog. La storia di “Dylan Dog 102 – Fratelli di un altro tempo” vede il nostro Old Boy sulle tracce di un povero homo habilis fuggito da un laboratorio segreto dove, senza fare spoiler, alcuni scienziati sono riusciti a ricreare geneticamente degli esseri subumani simili agli ominidi che un tempo popolavano alcune parti dell’Africa. Ma, sopratutto, in questo laboratorio i poveri ominidi sono costretti a rivivere l’orrore della sopravvivenza e della violenza di chi prevarica che li portò, in teoria, a “evolversi” secondo la nota teoria di Darwin applicata anche all’uomo. Nella tavola 4 di “Dylan Dog 102” vediamo tre ominidi dell’Africa intenti a cacciare un pliohippus (cavallo di piccola stazza, ormai estinto), con mezzi molto rudimentali, cioè clave e bastoni, perché di fatto ancora troppo limitati nell’intelligenza rispetto alle altre razze subumane. Nella tavola successiva assistiamo alla violenza efferata di questi esseri, che anche avendo ormai catturato il povero cavallo, beh, continuano a massacrarlo fin quando non resta del tutto immobile. Ma nell’ultima vignetta si capisce che i tre subumani da predatori si ritroveranno prede… arriveranno dei grandi e massicci felini! Si tratta degli Smilodon (le cosiddette tigri dai denti a sciabola), vissute sicuramente almeno nel Pleistocene. Però uno degli habilis riuscirà a fuggire e, così, a mettersi in salvo. E tornerà anche all’attacco per vendicarsi! Se il discorso riguardo le macro mutazioni e il trasformismo delle specie fosse valido, l’ominide che è riuscito a scappare avrebbe un pool genico diverso (?), cioè migliore, e anche questo singolo atto di caccia sarebbe utile per l’evoluzione biologica della specie umana. Tuttavia, secondo la 
mitologia neodarwinianaParliamo sempre di una teoria piena di buchi che tutti considerano 'verità assoluta'. Dunque è anche un mito: rappresentazione ideologica della realtà che viene accolta quasi come una fede da un popolo.
, sarebbero stati sopratutto gli scontri tra i diversi subumani a determinare la “nascita” dell’Homo sapiens.

Dylan Dog, evoluzione
“Dylan Dog 102 – Fratelli di un altro tempo”, vignette 1 e 2 di tavola 7


Il dio del caos

Dylan Dog, evoluzione e caos
Il discorso, per quanto agghiacciante, non fa una piega da un’ottica teo-evoluzionista. Notare che il Caos è, in qualche modo, anch’esso un dio o quanto meno si sostituisce a Dio Creatore in questa visione “materialista” e “horror”…
Un altro recente Dylan Dog (“Dylan Dog 396 – Il suo nome è guerra”) affronta il medesimo argomento, mostrando come il caos “provvidenziale” sia assolutamente lovecraftiano in termini “cosmologici”.

2001 Odissea nello spazio

Tuttavia, la scena che meglio fa capire come sia assurdo tentare di conciliare teo-evoluzionismo e fede cattolica la troviamo in un’altra grande opera visiva: “2001 Odissea nello Spazio”, film non a caso profondamente gnostico. Cosa vediamo nei primi minuti del film? Un gruppo di ominidi che dopo aver toccato un misterioso monolite nero, che rappresenta il divino che trasmette agli esseri inferiori le conoscenze necessarie per un percorso evolutivo, di cui l’uomo non è il culmine ma solo una tappa per arrivare a una realtà trascendente. All’inizio del film un ominide “capisce” grazie al monolite nero cosa deve fare per dare inizio al processo di trasformazione: uccidere il fratello con un utensile! XD Sì, si tratta di una nuova interpretazione della storia di Abele e Caino. Ma se nel racconto biblico questo atto di Caino è assolutamente considerato nefasto, oltre che una diretta conseguenza del peccato di Adamo, nel film di Kubrick è visto come un bene, perché sarà l’inizio di un “nuovo mondo”. Infatti è proprio questa scena di “2001 Odissea nello Spazio” a farci capire come sia agghiacciante il teo-evoluzionismo.

Nella Sacra Scrittura si narra di una caduta che raggiunge il suo momento peggiore in
Gen 6, 1-5

Genesi 6:1-5

Corruzione del genere umano
(Es 34:15-16; 2Co 6:14-18)(Sl 14:1-4; Ro 3:10-18)
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
4 In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.
5 Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.

, la gigantomachia ebraica, seguita dalla promessa di una redenzione, mentre nella teologia che sposa il teo-evoluzionismo tutto viene rovesciato: Dio non creò un essere perfetto, ma creò un universo in continua trasformazione biologica che generò spontaneamente dei subumani destinati a evolversi in un percorso fatto di violenza, prevaricazione e di gratuita eugenetica. L’uomo non è difettato e ne potrebbe esserlo se è in continua evoluzione. Inoltre, l’omicidio è addirittura necessario, perché senza di esso non si sarebbe mai giunti all’Homo sapiens. Anche l’omicidio di Abele è così “giustificato”, perché “necessario”. Anzi, provvidenziale! Credo che non serva aggiungere altro… Se Dio non ha creato e/o generato, ma ha permesso solo la nascita spontanea di subumani colmi di violenza e gravemente limitati nelle loro capacità psicofisiche, è senz’altro un demiurgo cattivo.

Estremamente ben fatti gli articoli di Enzo Pennetta sull’ideologia di “2001 Odissea nello spazio” rispetto tanti argomenti sia scientifici che religiosi. Ma anche soltanto narrativi. 🙂



Come leggere la Genesi mosaica

In realtà la Chiesa non si è “evoluta” riguardo il peccato originale, ma più semplicemente ha imparato, nei secoli, con l’aiuto dello Spirito Santo, a conoscerne sempre meglio la questione della caduta rispetto la salvezza. In sostanza i primi capitoli della Genesi non sono invenzioni di biblisti o scribi che provarono, a modo loro, a “spiegare” le origini del mondo e della caduta umana. Se così fosse, sarebbero addirittura esclusi dal concetto di “mito”. Il racconto della creazione è, con tutti i limiti letterari del caso, parola di Dio: Rivelazione. Ossia, un testo divinamente ispirato che nel corso dei millenni è diventato sempre più misterioso e di difficile comprensione non perché allegorico o di origine esclusivamente umana, in quanto molti termini ebraici sono
polisemici
, inseriti in discorsi pieni di modi di dire spesso paradossali, ironici o legati all’immaginario di un popolo vissuto in un tempo remoto che, con il passare dei secoli, non sono stati più compresi nemmeno dagli stessi trascrittori. Dunque i primi capitoli della Genesi sono accidentalmente, per così dire, “oscuri”. Consapevoli che tali testi possano essere letti in
tanti modi diversiGnostici, manichei, satanici, materialisti, fondamentalisti, modernisti e chi più ne ha più ne metta!
 in base all’approccio con la Scrittura e/o alle chiavi di lettura scelte per “decifrare” il racconto mosaico, la Chiesa cattolica ha – nel corso del tempo – fissato nel Magistero alcuni punti fermi, di cui sicuramente “La Pontificia Commissione Biblica sul carattere storico dei primi tre capitoli della Genesi” è la più facile sintesi. Ossia, la sinossi della fede riguardo Genesi.

Pertanto, come leggere la Genesi? Tenendo conto di quanto espresso sopra: si può offrire ogni possibile interpretazione semplicemente ricordandosi che c’è stata una creazione
ex nihiloDal nulla.
,
una prima coppia umanaMonogenismo.
, la donna ebbe origine dal primo uomo, esiste il diavolo tentatore e il primo uomo ha provocato un male che ha raggiunto la natura di tutti a partire dal nostro
concepimentoQuesto lo chiarì Agostino, in 'Libro Decimo, 11. 19., ma per paura delle implicazioni 'biologiche' (anima « e corpo ») di questa affermazione scoprirete che molti teologi negano la cosa come se nulla fosse.
. Questi punti fermi delimitano cosa? Delimitano le possibili interpretazioni della Bibbia e, pertanto, le possibili ricostruzioni del racconto. Potete interpretare il testo come volete, a patto di non eliminare nemmeno uno degli elementi sopracitati.

Conclusione

Creazione, teo-evoluzionismo
Molti non notano che nella famosa “Creazione di Adamo” di Michelangelo il primo uomo non ha il braccio teso, ma rilassato e diversamente da Dio Padre non è nella tensione muscolare di chi cerca di arrivare a toccare l’Altro
Siamo certi che tutto è partito da una
creazione dal nullaLa teoria del Big Bang a quello allude.
, che c’è stata una progressiva opera creatrice sulla terra, cioè una filogenesi, e sappiamo anche che tra le specie esistono somiglianze genetiche. Non si può negare in alcun modo la passata esistenza di tipologie subumane tra loro interfertili, di cui l’Homo sapiens è l’ultimo. Però questi dati non confermano affatto il teo-evoluzionismo, che rimane per questioni morali, logiche, teologiche e dottrinali, incompatibile con la fede cattolica. In cosa credere? 😕 Beh, non certamente nel
creazionismo puroCreazione istantanea di ogni cosa.
, che resta solo una forma di fondamentalismo insostenibile, ed evidentemente Adamo non fu un homo sapiens, essendo quest’ultimo non solo l’ultima tipologia umana rimasta sulla terra (300 000 mila anni fa), ma anche, in parte, il risultato di varie ibridazioni a partire dal Homo erectus fino al Homo di neanderthal. Dunque Adamo non era un homo sapiens… 😉 Ma qualcosa di molto più magnifico! Naturalmente alludiamo alla Genesi Biblica e alla storia dei Figli di Dio, di cui Adamo fu il capostipite.
Pio XII: “[…] I fedeli non possono abbracciare quel’opinione [il poligenismo] i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio.”  (Humani generis, 1950)
26 Agosto 2021

About Author

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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