Relazione sintetica della Genesi Biblica rivelata a don Guido
Da sempre l’uomo si è posto la domanda del perché del male e della sofferenza. La Genesi ci dice che quando Dio creò l’uomo ne era molto soddisfatto e, come riporta il testo, disse che era ‘cosa molto buona’(Genesi 1:31
Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.
La nascita del Capostipiti, la prima coppia

Perché così tante persone sterili ai tempi dell’Antico Testamento?
La creazione di un gamete, maschile o femminile, da parte di Dio, in un genitore sterile è conosciuta nella storia della Bibbia. Si pensi a Sara, moglie di Abramo, ad Anna, moglie di Elcana, ad Elisabetta, moglie di Zaccaria, ad Anna, moglie di Gioacchino, e al concepimento di Gesù nella Vergine Maria. In ogni specie la procreazione doveva avvenire nelle prime due generazioni necessariamente con l’incesto. Così pure nella specie umana: era necessario che la prima e la seconda coppia del genere umano procreassero fra fratelli per mantenere intatti i caratteri della nuova specie. Tutto è puro per i puri! “E Dio benedisse l’Uomo e la Donna e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi”. (Genesi 1:1
I TEMPI ANTICHI, DALLA CREAZIONE AD ABRAMO
La creazione
Nel principio Dio creò i cieli e la terra.
Del resto abbiamo fatto questi ed altri esempi nell’articolo “La creazione mediata”, dove viene spiegato in modo più approfondito perché Dio ama servirsi di donne sterili per generare individui fuori dal comune, in un disegno di salvezza che culminerà con Gesù Cristo.
La tentazione di Adamo e la nascita della Donna
La Coscienza è il luogo d’incontro dell’intelligenza con l’anima e lo Spirito di Dio. Per spiegare il comportamento della coscienza di Adamo, la Bibbia usa delle metafore: l’albero della conoscenza del Bene e del Male, il frutto proibito, il serpente, ecc… Che fece Adamo per causare la catastrofe storica detta “peccato delle origini”? La rivelazione data a don Guido ce lo spiega in modo dettagliato e senza più metafore. Questo racconto è di una logica sorprendente. Quando Adamo giunse alla pubertà, Dio lo fece cadere in un profondo sonno (Genesi 2:12
e l'oro di quel paese è puro; qui si trovano pure il bdellio e l'ònice.
La morte di Abele

Genesi 4:16-17
Discendenti di Caino
16 Caino si allontanò dalla presenza del SIGNORE e si stabilì nel paese di Nod, a oriente di Eden.
17 Poi Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc. Quindi si mise a costruire una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome di suo figlio.
Genesi 5:6-7
6 Set visse centocinque anni e generò Enos. 7 Set, dopo aver generato Enos, visse ottocentosette anni, e generò figli e figlie.
La scomparsa dei Figli di Dio
Dice il capitolo sesto del libro della Genesi:Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: “Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti”.
Le unioni dei Figli di Dio con le figlie degli uomini «erano belle» (appetibili o adatta), le presero come concubine e le due stirpi si mescolarono, così che nel corso del tempo i Figli di Dio si estinsero su questa Terra e rimasero solo i figli degli uomini, gli ibridi che siamo tutti noi. I reperti archeologici ci mostrano alcuni esemplari di questo processo, sia dell’involuzione della specie umana nella prima fase, sia della sua ri-evoluzione nella seconda fase grazie all’intervento di Dio che, attraverso l’immissione di nuovi gameti perfetti, procedette ad un continuato recupero della specie umana ibrida. Quella che gli scienziati chiamano ‘evoluzione’, in realtà è una ri-evoluzione, un lento recupero della specie, non casuale ma pilotato da Dio. Quando i caratteri umani raggiunsero una sufficiente capacità di intendere e volere, quella che S. Paolo chiama ‘la pienezza dei tempi’, il Signore mandò Suo Figlio a riportare negli uomini di buona volontà lo Spirito di Dio e, attraverso i Sacramenti, iniziò a guarire questa povera umanità dalle malattie genetiche. Se al tempo si Gesù e dei suoi Apostoli queste guarigioni erano numerosissime, con la perdita della fede la Chiesa è venuta meno al suo mandato e le guarigioni miracolose sono diventate assai rare.
Le metafore della Genesi
- Vediamo ora quali sono le più importanti metafore della Genesi che sono rimaste oscure fino a questa rivelazione.
- Dice la Genesi che nel paradiso di delizie c’erano due alberi, uno era ‘l’Albero della Vita’ e l’altro era ‘l’albero della conoscenza del Bene e del Male’. L’Albero della Vita. Per ‘albero’ si intende ‘albero genealogico’.
- L’Albero della Vita (Vita dello Spirito) era la discendenza dei Figli di Dio partendo da Adamo e la Donna.
- L’albero della conoscenza del Bene e del Male. ‘Conoscere’, come ‘mangiare’, in senso biblico significa avere rapporti generativi. Avere la conoscenza ‘in Bene’, significa avere rapporti secondo il volere di Dio.
- Eva, l’ancestre, diventa albero del Bene quando dà alla luce i primi due Figli di Dio secondo il volere di Dio. Lo stesso albero genealogico, Eva, diventa ‘albero della conoscenza del Male’ quando per volere di Adamo e non di Dio dà alla luce Caino.
- La responsabilità di questo peccato fu solo di Adamo, come dice giustamente S. Paolo, perché la Donna ne è rimasta estranea poiché al momento del peccato originale aveva solo due anni, e perché Eva, come animale, non poteva avere il senso del peccato ed ha ubbidito al suo padrone.
- Il frutto di questo peccato, abbiamo visto, è Caino.
- Il serpente, ovvero il tentatore che indusse Adamo a peccare, è in ultima analisi il suo ‘io’. Potremmo aggiungere che anche Eva ha indotto Adamo a peccare perché lo ha illuso traendolo inconsapevolmente in inganno. Infatti ‘serpente’ è un termine polisemico, perché a volte sostituisce l’io di Adamo, a volte Eva, la femmina ancestre. Mai è la Donna che ne risulta totalmente innocente.
- Forse dobbiamo alla manomissione degli scritti compiuta dagli scribi del tempo di re Salomone l’aver fatto ricadere la colpa del peccato originale sulla donna per scusare il re e attribuire alla regina di Saba la responsabilità della sua relazione che era malvista dalla classe sacerdotale ebraica.
- Come spiega anche il CCCCatechismo della Chiesa cattolica, del peccato originale noi non siamo responsabili perciò non ereditiamo la colpa! Ereditiamo invece ‘le conseguenze della colpa’ delle quali Adamo dovrà chiedere perdono all’umanità. Oggi le scoperte della biologia genetica aprono orizzonti nuovi sulla vita cellulare. Il microscopio elettronico ci mostra un micro-universo: in ogni cromosoma vediamo circa 4 milioni di geni annidati su due spirali di fili sottilissimi, il DNA che presiede a tutte le nostre funzioni vitali! Ogni persona ha una banca dati immensa, (detta memoria genetica) che risale alle origini e presiede alla vita psicofisica e spirituale. La scienza lo conferma ogni giorno ai medici.
- Non è una metafora dire che Adamo e la Donna furono creati ad immagine di Dio come Templi visibili del Dio invisibile. Ma l’Uomo, disobbedendo a Dio, deturpò quell’immagine accoppiandosi ad Eva, la femmina preumana, generando un uomo dall’aspetto animale. I Doni di Dio non sono mai imposti. Se sono accolti, vanno sviluppati. Così era anche all’inizio della storia di Adamo con Dio. Dio crea continuamente con noi la nostra storia. Non agisce mai da solo. Per questo Egli ha messo nella nostra coscienza la Libertà di scegliere fra ciò che è Bene, cioè secondo il progetto di Dio, e ciò che è Male, perché contrario al progetto di Dio. Ma prima che noi scegliamo, ci informa qual è la Sua volontà. E ci illumina sulle conseguenze dei nostri errori. Come avviene ai giorni nostri.



Da quando mi sono imbattuto a questa rivelazione di Don Guido,mi è venuto un dubbio che spero vogliate spiegarmi meglio se forse ho capito male, cioè:Come faceva a partorire una piccola donna che aveva avuto rapporti con un gigante,perche penso che il bambino alla nascita doveva essere bello grande visto che si dice che diventavano a loro volta dei giganti.Vi ringrazio,e vi saluto.Grazie
Abele non era un bimbo “gigante”, così come Adamo non lo era alla sua stessa età. I figli di Dio avevano uno sviluppo diverso: fino all’età dell’adolescenza crescevano come noi, raggiungendo i 180 cm di altezza verso l’età di 18 anni. Poi continuavano per alcuni anni ad aumentare in altezza, sia i maschi che le femmine. Nel caso di Adamo, arrivato ai due metri e mezzo di altezza raggiunse il pieno sviluppo fisico. Non sappiamo quando raggiungese una tale altezza, perché don Guido vide Adamo già adulto, oltre i 30anni circa. Il problema delle ‘nascite mortali’ per la donna verrà sollevato da un’altra rivelazione. Alludo al libro di Enoch che non è stato ancora approvocato dalla Chiesa, perché quest’ultima si ostina ritenere come puro intelletto gli Angeli, anche se nelle Sacre Scritture si dice ben altro… Basta leggere Genesi 6, tanto per dirne una tra tante. Inoltre anche in altre tradizioni religiose le donne umane (cioè, ibride) morivano nel partorire i figli dei Giganti. Per esempio nelle tradizioni amerinde si afferma ciò.