Genesi Biblica
Genesi Biblica

L’opera

Relazione sintetica della Genesi Biblica rivelata a don Guido

Don Guido Bortoluzzi

Don Guido Bortoluzzi, presso Farra d’Alpago

Da sempre l’uomo si è posto la domanda del perché del male e della sofferenza. La Genesi ci dice che quando Dio creò l’uomo ne era molto soddisfatto e, come riporta il testo, disse che era ‘cosa molto buona’(
Gn 1, 31

Genesi 1:31

Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.

). Ma noi vediamo che al lato pratico non è così. A volte bambini nascono malati, con malformazioni congenite; a volte l’uomo si comporta con tale cattiveria che nessun animale lo eguaglia. Perché? Anche S. Paolo aveva notato che in lui coesistevano due nature. Tutti i tentativi fatti dall’uomo di costruire una società umana ideale sono falliti. Perché? Allora, è forse il caso di disperare? Assolutamente no! Dobbiamo piuttosto accostarci al problema con onestà intellettuale per scoprire le motivazioni profonde e poi trovare la soluzione più propositiva. Mezzo secolo fa in un paesino delle Prealpi bellunesi accadeva un fatto singolare, ma di una portata immensa, destinalo a cambiare il modo di pensare di tutta l’umanità: Dio si è chinato su un uomo umile, onesto, buono per spiegargli cosa mai fosse successo all’origine dell’umanità, del disordine che ne è seguito e quali sono state le conseguenze che questo fatto ebbe nel tempo. Per chiarire, diremo che Dio volle far luce sulle metafore dei primi sei capitoli della Genesi, Libro tanto contestato perché non chiaro alla lettura nemmeno delle persone più colte per il suo linguaggio assolutamente ermetico. Solo il suo Autore, cioè il Signore stesso, poteva darcene spiegazione e questo avvenne proprio con questa rivelazione.

La nascita del Capostipiti, la prima coppia

“La tentazione di Adamo” di Debora Pacifico. L’opera mostra Adamo come unico responsabile della caduta. Copyright © 2020 Genesi Biblica

Sappiamo dalla Genesi Biblica rivelata a don Guido che la storia dell’umanità iniziò quando Dio creò i primi due gameti umani, maschile e femminile, cioè spermatozoo e ovulo, e li depose nell’utero di una
femmina preumanaQuella ce oggi sarebbe più opportuno chiamare Lilith o madre di tutti i viventi nel peccato.
femmina preumana, unica della sua specie, che chiameremo ‘ancestre’, con 47 cromosomi, anziché 48 come le sue sorelle, perché desse vita al primo essere umano. Da questa incubatrice vivente, dalle sembianze più umane delle sue sorelle animali, nacque il Capostipite dell’Umanità Adamo e questa ancestre gli fece da nutrice. Adamo avrebbe dovuto essere il Principe della Terra e collaboratore di Dio, che gli fece da Padre e Madre insegnandogli, con locuzioni interiori, a parlare, ad accendere il fuoco e a costruirsi una rudimentale abitazione. Quando Adamo (con 46 cromosomi) fu sui quindici anni, Dio creò nell’utero della stessa femmina incubatrice, (Eva, la madre ancestre, detta ‘la madre di tutti i viventi’), un gamete femminile umano (di 46 cromosomi), che unì a quello di Adamo mentre dormiva, e diede vita alla prima creatura umana, che chiameremo ‘la Donna’. Geneticamente parlando, alla Donna Dio fu Madre dal punto di vista fisico e Padre nello spirito perché le irradiò nell’anima lo Spirito Santo, come aveva già fatto con Adamo. Questi erano i primi due Figli di Dio, con i loro Doni preternaturali e soprannaturali finalizzati alla loro missione di Capostipiti, missione che avrebbero dovuto svolgere nell’obbedienza perché mirata alla felicità già in questa vita. Dunque, l’Albero genealogico dei Figli di Dio ha le sue radici in Dio perché da Lui essi furono direttamente creati. Essi non discesero dall’ominide Eva, che li ha portati in grembo e partoriti, ma da essa solo derivarono, perché Eva fu solo il mezzo, o supporto, per la gestazione e l’allattamento. Infatti nessun gene passò dalla specie ancestrale ai Figli di Dio, solo il nutrimento. Per l’uomo (46 cromosomi) sarebbe stato impossibile generare con la specie preumana (48 cromosomi), perché i cromosomi sono posizionati come i gancetti di una cerniera-lampo: possono combinarsi solo se appaiati o, al massimo, se da un lato ve n’è solo uno in più. Non c’era quindi alcuna possibilità di ibridazione fra la specie umana e quella ancestre perché la differenza di due cromosomi la impediva, salvo che per la femmina Eva che ne aveva 47. È prassi di Dio creare una specie partendo da una specie già creata e usandola solo come supporto o mezzo per innestare quella nuova. Per la specie umana usò quella femmina ancestre, unica nel suo genere, perché creata appositamente con 47 cromosomi per non causare rigetto.

Perché così tante persone sterili ai tempi dell’Antico Testamento?

Samuele da bambino

Samuele da bambino, presentato dalla madre Anna nel tempio

La creazione di un gamete, maschile o femminile, da parte di Dio, in un genitore sterile è conosciuta nella storia della Bibbia. Si pensi a Sara, moglie di Abramo, ad Anna, moglie di Elcana, ad Elisabetta, moglie di Zaccaria, ad Anna, moglie di Gioacchino, e al concepimento di Gesù nella Vergine Maria. In ogni specie la procreazione doveva avvenire nelle prime due generazioni necessariamente con l’incesto. Così pure nella specie umana: era necessario che la prima e la seconda coppia del genere umano procreassero fra fratelli per mantenere intatti i caratteri della nuova specie. Tutto è puro per i puri! “E Dio benedisse l’Uomo e la Donna e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi”. (

Genesi 1:1

I tempi antichi, dalla creazione ad Abraamo
1:1-11:9 (At 17:24-28)
La creazione
Ne 9:6 (Sl 124:8; Gr 32:17; 10:12) Ro 1:20; Ap 4:11; Gv 1:1-3
Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

Genesi 1,28).
Del resto abbiamo fatto questi ed altri esempi nell’articolo “La creazione mediata”, dove viene spiegato in modo più approfondito perché Dio ama servirsi di donne sterili per generare individui fuori dal comune, in un disegno di salvezza che culminerà con Gesù Cristo.

La tentazione di Adamo e la nascita della Donna

La Donna, MB

Disegno di Debora Pacifico, Copyright © 2020 Genesi Biblica

La Coscienza è il luogo d’incontro dell’intelligenza con l’anima e lo Spirito di Dio. Per spiegare il comportamento della coscienza di Adamo, la Bibbia usa delle metafore: l’albero della conoscenza del Bene e del Male, il frutto proibito, il serpente, ecc… Che fece Adamo per causare la catastrofe storica detta “peccato delle origini”? La rivelazione data a don Guido ce lo spiega in modo dettagliato e senza più metafore. Questo racconto è di una logica sorprendente. Quando Adamo giunse alla pubertà, Dio lo fece cadere in un profondo sonno (
Gen 2, 21

Genesi 2:12

e l'oro di quel paese è puro; qui si trovano pure il bdellio e l'ònice.

) e lo fece avvicinare da Eva, l’ancestre, nella quale aveva posto un ovulo umano di nuova creazione. L’aspetto di Eva non era attraente, era senza il pelo nero e diffuso su tutto il corpo come l’avevano le sue sorelle, ma aveva gambe corte e braccia lunghissime, alta meno della metà di Adamo, occhi dallo sguardo umano, denti canini sporgenti, palato piatto con impossibilità di parlare, fronte bassa, inizio di naso con fosse nasali scoperte, orecchie come quelle dei cani Setter. Da quel rapporto, inconsapevole per Adamo nel sonno perché non ne fosse disgustato, nacque la Donna, bella, perfetta come il giovane padre. Così la prima coppia del genere umano era fatta. C’era solo da attendere che la piccina crescesse. Ma Adamo, intelligentissimo, comprese dalla somiglianza che la neonata era sua figlia e cominciò a progettare altri figli pensando di usare come fattrice quella femmina che l’aveva partorita. Il suo obbiettivo era di crearsi una discendenza tutta sua al di fuori dal progetto di Dio. Essere il padrone, essere indipendente, libero da ogni autorità, essere adorato: questo il suo fine. Aspettò con pazienza che questa femmina ancestre,
EvaO Lilith come vedremo più avanti.
, andasse in calore come fanno tutti gli animali, e la chiamò al suo giaciglio. Non tenne conto delle raccomandazioni di Dio. Pensava che il Signore fosse geloso della sua virilità giovanile e … volle rischiare. Non era attratto da Eva come femmina, ma solo dall’illusione che fosse il mezzo per raggiungere il suo scopo. E invece nacque Caino, identico ai cuccioli della specie ancestrale, brutto, peloso, con il cranio schiacciato, un primate insomma, ma con l’uso stentato della parola. A quella visione ad Adamo si aprirono gli occhi, ma non si pentì. Né valutò il pericolo che quell’essere bastardo, crescendo, avrebbe creato. Caino aveva un uso limitato della parola perché borbottava, era dispettoso, avido, lussurioso con le femmine ancestri: non aveva nulla di umano, e possedeva un’intelligenza malvagia. Non assomigliava in questo nemmeno agli ancestri che, come animali, erano buoni, docili, rispettosi ubbidienti e servizievoli verso gli umani.

La morte di Abele

La morte di Abele, il primo lutto

Il primo lutto raffigura il momento in cui Adamo ed Eva rinvengono il corpo oramai senza vita del figlio Abele, poco dopo essere stato ucciso da Caino

Quando la Donna raggiunse l’età della pubertà, Adamo, trentenne, le diede un figlio, Abele, bello, perfetto come entrambi i genitori. Tutto faceva presumere che la famigliola fosse felice, ma, ahimè, Caino, che aveva tre anni meno della giovane madre, mostrò subito delle tendenze distorte. Quando un giorno il fratellino di tre anni sfuggì alla vista dei genitori, Caino, che allora ne aveva circa quindici, fu pronto a cogliere quell’occasione e gli usò violenza uccidendolo. Abele morì lo stesso giorno in cui nacque Set, forse prematuramente per il dolore improvviso della giovane madre. Disse il Signore a don Guido che Caino non fu pienamente responsabile perché handicappato, e che il vero colpevole fu suo padre, Adamo, per averlo messo al mondo contro il volere di Dio. Bereshit Rabbà, la tradizione orale ebraica, parla delle due mogli di Adamo: la prima Lilith (Eva) che generò mostri e diavoli, e l’altra (la Donna) generò Uomini. Caino e Set divennero i capostipiti delle due discendenze di Adamo: la prima detta dei ‘figli degli uomini’, (
Gen Gen 4, 16-17

Genesi 4:16-17

Discendenti di Caino
Ge 2:24; Mt 19:4-9
16 Caino si allontanò dalla presenza del SIGNORE e si stabilì nel paese di Nod, a oriente di Eden.
17 Poi Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc. Quindi si mise a costruire una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome di suo figlio.

) perché Caino, nonostante sembrasse un ancestre, era un uomo perché figlio di uomo; la seconda detta dei ‘Figli di Dio’ (
Gen Gen 5, 6-7

Genesi 5:6-7

6 Set visse centocinque anni e generò Enos. 7 Set, dopo aver generato Enos, visse ottocentosette anni, e generò figli e figlie.

) perché dotati dello Spirito di Dio.

La scomparsa dei Figli di Dio

Dice il capitolo sesto del libro della Genesi:
Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: “Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti”.
Genesi, i giganti Neiphilim

La tradizione tuttora riconosce che i Nephilim furono un popolo di Giganti, il frutto delle unioni tra i Figli di Dio e le figlie degli uomini discenti di Caino

Le unioni dei Figli di Dio con le figlie degli uomini «erano belle» (appetibili o adatta), le presero come concubine e le due stirpi si mescolarono, così che nel corso del tempo i Figli di Dio si estinsero su questa Terra e rimasero solo i figli degli uomini, gli ibridi che siamo tutti noi. I reperti archeologici ci mostrano alcuni esemplari di questo processo, sia dell’involuzione della specie umana nella prima fase, sia della sua ri-evoluzione nella seconda fase grazie all’intervento di Dio che, attraverso l’immissione di nuovi gameti perfetti, procedette ad un continuato recupero della specie umana ibrida. Quella che gli scienziati chiamano ‘evoluzione’, in realtà è una ri-evoluzione, un lento recupero della specie, non casuale ma pilotato da Dio. Quando i caratteri umani raggiunsero una sufficiente capacità di intendere e volere, quella che S. Paolo chiama ‘la pienezza dei tempi’, il Signore mandò Suo Figlio a riportare negli uomini di buona volontà lo Spirito di Dio e, attraverso i Sacramenti, iniziò a guarire questa povera umanità dalle malattie genetiche. Se al tempo si Gesù e dei suoi Apostoli queste guarigioni erano numerosissime, con la perdita della fede la Chiesa è venuta meno al suo mandato e le guarigioni miracolose sono diventate assai rare.

Le metafore della Genesi

  • Vediamo ora quali sono le più importanti metafore della Genesi che sono rimaste oscure fino a questa rivelazione.
  • Dice la Genesi che nel paradiso di delizie c’erano due alberi, uno era ‘l’Albero della Vita’ e l’altro era ‘l’albero della conoscenza del Bene e del Male’. L’Albero della Vita. Per ‘albero’ si intende ‘albero genealogico’.
  • L’Albero della Vita (Vita dello Spirito) era la discendenza dei Figli di Dio partendo da Adamo e la Donna.
  • L’albero della conoscenza del Bene e del Male. ‘Conoscere’, come ‘mangiare’, in senso biblico significa avere rapporti generativi. Avere la conoscenza ‘in Bene’, significa avere rapporti secondo il volere di Dio.
  • Eva, l’ancestre, diventa albero del Bene quando dà alla luce i primi due Figli di Dio secondo il volere di Dio. Lo stesso albero genealogico, Eva, diventa ‘albero della conoscenza del Male’ quando per volere di Adamo e non di Dio dà alla luce Caino.
  • La responsabilità di questo peccato fu solo di Adamo, come dice giustamente S. Paolo, perché la Donna ne è rimasta estranea poiché al momento del peccato originale aveva solo due anni, e perché Eva, come animale, non poteva avere il senso del peccato ed ha ubbidito al suo padrone.
  • Il frutto di questo peccato, abbiamo visto, è Caino.
  • Il serpente, ovvero il tentatore che indusse Adamo a peccare, è in ultima analisi il suo ‘io’. Potremmo aggiungere che anche Eva ha indotto Adamo a peccare perché lo ha illuso traendolo inconsapevolmente in inganno. Infatti ‘serpente’ è un termine polisemico, perché a volte sostituisce l’io di Adamo, a volte Eva, la femmina ancestre. Mai è la Donna che ne risulta totalmente innocente.
  • Forse dobbiamo alla manomissione degli scritti compiuta dagli scribi del tempo di re Salomone l’aver fatto ricadere la colpa del peccato originale sulla donna per scusare il re e attribuire alla regina di Saba la responsabilità della sua relazione che era malvista dalla classe sacerdotale ebraica.
  • Come spiega anche il
    CCCCatechismo della Chiesa cattolica
    , del peccato originale noi non siamo responsabili perciò non ereditiamo la colpa! Ereditiamo invece ‘le conseguenze della colpa’ delle quali Adamo dovrà chiedere perdono all’umanità. Oggi le scoperte della biologia genetica aprono orizzonti nuovi sulla vita cellulare. Il microscopio elettronico ci mostra un micro-universo: in ogni cromosoma vediamo circa 4 milioni di geni annidati su due spirali di fili sottilissimi, il DNA che presiede a tutte le nostre funzioni vitali! Ogni persona ha una banca dati immensa, (detta memoria genetica) che risale alle origini e presiede alla vita psicofisica e spirituale. La scienza lo conferma ogni giorno ai medici.
  • Non è una metafora dire che Adamo e la Donna furono creati ad immagine di Dio come Templi visibili del Dio invisibile. Ma l’Uomo, disobbedendo a Dio, deturpò quell’immagine accoppiandosi ad Eva, la femmina preumana, generando un uomo dall’aspetto animale. I Doni di Dio non sono mai imposti. Se sono accolti, vanno sviluppati. Così era anche all’inizio della storia di Adamo con Dio. Dio crea continuamente con noi la nostra storia. Non agisce mai da solo. Per questo Egli ha messo nella nostra coscienza la Libertà di scegliere fra ciò che è Bene, cioè secondo il progetto di Dio, e ciò che è Male, perché contrario al progetto di Dio. Ma prima che noi scegliamo, ci informa qual è la Sua volontà. E ci illumina sulle conseguenze dei nostri errori. Come avviene ai giorni nostri.
2 Febbraio 2019

Informazioni sull'autore

Alex Pac

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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