Quello che non tutti sanno sulla storia della Natività
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Quello che non tutti sanno sulla storia della Natività

I tre elementi del racconto della natività che pochi conoscono

Sull’aspetto genetico della nascita di Gesù, sull’Immacolata Concezione e sul dolore che provò San Giuseppe nel credere Maria SS adultera: tre parti del racconto poco meditate. Anzi, su cui si racconta ben poco. Molte volte le omelie natalizie tendono a ripetere gli stessi concetti od elementi narrativi, portando ad esegesi spesso fin troppo simili tra loro… Perché accade questo? La risposta è semplice: perché non si prova a vedere le cose da un punto di vista diverso e, dunque, nuovo. In questo nostro articolo tratteremo della nascita di Gesù, della necessità dell’Immacolata Concezione, della sofferenza di San Giuseppe e di altri aspetti che sicuramente non leggerete altrove e che speriamo possano darvi maggiore consapevolezza sulla storia della natività.

Nuova creazione

Natività, Anna e Gioacchino, Giotto
Dalle notizie dateci attraverso i vangeli apocrifi e alcuni mistici, come la Valtorta, S. Anna era la madre e S. Gioacchino il padre. Simbolo della loro unione fu un bacio. Esempio il quadro di Giotto, Incontro alla Porta d’oro. Dunque da un atto d’amore platonico Maria è nata in seno a S. Anna, sia geneticamente figlia da parte di madre che di padre di Dio, che ha creato sia il gamete femminile che quello maschile
Come detto/scritto altre volte, il termine più corretto per definire la condizione di Maria SS è « Nuova creazione », in quanto il peccato originale è ereditario. Cioè, come sosteneva giustamente S. Agostino, si contrae nel concepimento per colpa del peccato di Adamo – che ha generato due stirpi: i Figli di Dio e figli degli uomini (
Gen 6: 1-4

Genesi 6:1-4

Corruzione del genere umano
(Es 34:15-16; 2Co 6:14-18)(Sl 14:1-4; Ro 3:10-18)
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
4 In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.

), unitesi in una nefasta ibridazione. Pertanto, come abbiamo spiegato nell’articolo “Immacolata Concezione: tra dogmi e DNA”, Maria SS non poteva ricevere materiale genetico da suoi genitori (dunque, putativi), S. Anna e S. Gioacchino, ma Dio Padre creò direttamente uno zigote incontaminato dalle tare ereditarie del peccato originale affinché Gesù fosse Figlio di Dio in tutto e per tutto. Un Figlio di Dio “
ridottoNon alto e dotato di una bellezza ultraterrena come quella della stirpe di Set, per questo si dice nei Salmi, lo hai fatto poco meno degli angeli. Lo stesso vale per Maria.
”, ma a tutti gli effetti perfetto così come lo era Adamo al principio della creazione della stirpe divina. Dunque sia Gesù che Maria sono – nel corpo – nuova creazione e questo spiega, in parte, perché Gesù non poteva nascere da un normale rapporto sessuale tra Maria e Giuseppe. Perché Giuseppe, per quanto santo, era un figlio dell’uomo, portatore anche lui di quelle ferite che riguardano tutti coloro che sono stati concepiti con il peccato originale. Infatti, non spiegando la natura del peccato originale, la Chiesa cattolica ha spesso dato motivo di sessuofobia e molti, sia credenti che non credenti, non hanno mai capito perché Maria e Giuseppe avessero deciso di rimanere vergini né cosa ci fosse di male se Gesù fosse nato da un normale rapporto sessuale. La sessualità è, infatti, un dono di Dio. Uno dei motivi è senz’altro anche il fatto che i due santi sposi dovevano dedicarsi solo a Gesù, in quanto questa era la loro vocazione, ma anche perché in Giuseppe albergava quel peccato che non avrebbe permesso la nascita di altri Figli di Dio. Poi si doveva far nascere Gesù da una vergine affinché fosse pure evidente che il Messia era opera di Dio e non degli uomini.

La passione di San Giuseppe

Maria: “Ma egli non era immacolato. L’umanità era in lui con tutto il suo peso greve, ed egli doveva innalzarsi verso la perfezione con tutto quel peso, a costo della continua fatica di tutte le sue facoltà per volere raggiungere la perfezione ed esser gradito a Dio. Oh! santo mio sposo! Quindi da qui deduciamo che non era un figlio di Dio puro. Ma non sappiamo quanto effettivamente. Dico questo perché il peso che San Giuseppe dovette sopportare era molto grande e il suo atteggiamento era impeccabile. Tre giorni di Passioni.” (Poema dell’Uomo Dio, volume I, capitolo 31, 8 giugno 1944.)
Quali furono i tre giorni di passione di San Giuseppe? Furono il vedere la fanciulla che amava da sempre, con infinita tenerezza, incinta non di lui. Non la ripudiò per amore, ma soffrì immensamente quello che credeva un tradimento, un adulterio. Nella rivelazione donata a Maria Valtorta viene specificato che tale fu il dolore di Giuseppe che in quei tre giorni che precedettero il sogno dell’angelo, lui si invecchiò e debilitò oltre misura tale era il dolore che provò per il conflitto interiore che si era scatenato nella sua anima. Chi ama molto, lo sappiamo, soffre molte. E San Giuseppe amò Maria come nessun altro uomo può amare una donna: con la perfezione di una persona che ama in modo puro e santo. Tuttavia, per capire l’infinito dolore di Giuseppe, definito dal Vangelo « uomo giusto » (
Mt 1: 19

Matteo 1:19

Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente.

) può aiutarci un altra dichiarazione di Maria SS:
Maria: “La sua santità qui splende ancor più alta della mia. Ed io ne rendo questa testimonianza con affetto di sposa, perché voglio lo amiate il mio Giuseppe, questo saggio e prudente, questo paziente e buono, che non è separato dal mistero della Redenzione, ma sibbene è ad esso intimamente connesso, perché consumò il dolore per esso e se stesso per esso, salvandovi il Salvatore a costo del suo sacrificio e della sua santità.” (Poema dell’Uomo Dio, volume I, capitolo 25, 5-6 aprile 1944.)
Se ne può dedurre che, forse, anche San Giuseppe, nato tra l’unione di Giacobbe (secondo il Vangelo di Matteo) o Elì (secondo il Vangelo di Luca) e Rachele, (secondo gli scritti valtortiani) era in parte, come nel caso di
altri personaggi bibliciMelchisedec, Isacco, Giuseppe, Samuele, Sansone e Giovanni Battista.
dotato almeno di un gamete creato da Dio. Ma si tratta soltanto di un’ipotesi, nulla più. Fatto sta che il più grande santo della Chiesa cattolica dopo Maria SS non ha avuto la forza di un Figlio di Dio, ma la debolezza del peccato originale. Questo è sufficiente a farci comprendere quanto grande è la gloria di San Giuseppe nel Regno dei Cieli. 🙂

Un’altra curiosità su San Giuseppe è che secondo la mistica esso era di pochi anni più grande di Maria, che fu per lui il suo primo ed unico amore. Dunque la tradizione che vedrebbe Giuseppe di molto più grande Maria potrebbe non corrispondere a verità. Infatti San Girolamo dice che al momento del concepimento Maria SS avesse 16 anni e San Giuseppe 18.

La prova ‘scientifica’ sul concepimento miracoloso di Gesù

Natività, prove scientifiche
Lo studio del DNA dei miracoli eucaristici può aprire ancora un mondo ad una vastità di domande che da sempre ci siamo fatti sulla natura dei Figli di Dio
Per chi avesse ancora dubbi sul fatto che Gesù non fu figlio biologico di Giuseppe né di nessun altro uomo, ci sono gli studi fatti in alcuni
miracoli eucaristiciEucaristia divenuta carne viva, che dovrebbe essere morta, ma continua a vivere nonostante ciò sia inspiegabile dal punto di vista scientifico.
, dov’è stato trovato tessuto miocardico, cioè il miocardio è la componente muscolare del cuore, e nel materiale genetico è stato trovato DNA mitocondriale. Analizzandolo sappiamo che c’è una madre genetica… E il padre? Non hanno trovato nulla. Potete approfondire la cosa dagli studi del Dott. Franco Serafini. Lui infatti dice nel 2016, quando sono stati resi noti i dati dell’evento di Legnica, si sono ritrovati due polimorfismi CODIS e si è potuto identificare l’aplogruppo di appartenenza del DNA mitocondriale (il DNA che si eredita per via materna).

Naturalmente si possono negare i miracoli eucaristici per partito preso, ma piaccia o no restino lì, sempre presenti, a dimostrazione del fatto che il soprannaturale legato all’Eucaristia non sia un’invenzione dei cattolici. 😛

Conclusione

Dunque, tirando le somme, la storia della natività prevede la presenza di due Figli di Dio: una è Maria SS e l’altro Gesù Cristo. Uno Redentore, l’altra Corredentrice. La verginità di Maria ha ragioni sia spirituali che pragmatiche. Quest’ultime legate al peccato originale, che fin quando non lo si concretizza con una
definizione concretaIbridazione della specie umana.
non permette di capire molte delle dinamiche che hanno riguardato il rapporto platonico tra Maria e Giuseppe. Si comprende maggiormente la grandezza di San Giuseppe nello scoprire che il peccato originale lo rendeva molto più vulnerabile, eppure altrettanto santo e giusto così come Dio desiderò da lui. E si ha la consapevolezza del perché Gesù sia nato non in modo “convenzionale”, cioè tramite un rapporto sessuale, ma in modo prodigioso per opera dello Spirito Santo.

Il Santo Natale è un modo per riflettere soprattutto sulla Storia della Salvezza, non solo cercando di capirne il senso, ma soprattutto tentando di comprendere perché essa non è più esposta con quell’impatto o quella forza che in duemila anni di storia ha, invece, cambiato profondamente il mondo. Cosa ci chiedono coloro che non l’accettano e non la comprendono o che non riescono più a sentire necessario un Dio che nasce, nel mondo, nel modo più umile possibile: in una stalla! Ricordiamoci che adesso, sempre grazie alla comprensione del peccato originale, sappiamo un’altra cosa con maggior consapevolezza: Gesù nasce in una mangiatoia, il luogo dove si sfamano gli animali, perché «
quell'animale della nuova specie detto uomoCitando Dio Padre da Genesi Biblica.
» che dovrà essere nutrito affinché sia divinizzato ed integrato nella famiglia dei Figli di Dio siamo noi tutti. Non è possibile rimanere indifferenti davanti a un Dio che vuole renderci come Lui, cioè déi. Non è possibile continuare a mettere l’uomo al centro del creato quando l’obiettivo è un altro: appartenere alla Famiglia Divina, quella che Dio creò alle origini della storia di questo mondo, ormai decaduto e sempre più intriso di materialismo.
21 Dicembre 2021

About Author

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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