Il peccato originale è un male ereditario?
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Il peccato originale è un male ereditario?

Si tratta di un peccato trasmesso nella natura dell’uomo. Dunque si eredita dai propri genitori?

Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica:
76. Che cos’è il peccato originale? Il peccato originale, nel quale tutti gli uomini nascono, è lo stato di privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi «contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto personale. A motivo dell’unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione». ~ CCC Compendio
Dal Concilio di Trento in poi si è meglio strutturata la dottrina riguardante il peccato di Adamo e si riaffermò che il peccato originale si trasmette non per imitazione, ma per propagazione, come riportato dal Catechismo della Chiesa cattolica. Questo, alla luce delle odierne conoscenze scientifiche, dovrebbe portarci immediatamente a ritenere che si tratti di un
male ereditarioCioè, genetico, dato che si trasmette nella natura umana.
. In passato si diceva per “generazione”. Ma la Chiesa ufficiale non ha mai lasciato intendere che per generazione s’intendesse proprio l’atto riproduttivo. Tuttavia, a scanso di equivoci, troviamo nella Sacra Scrittura riferimenti ben precisi sulla natura del peccato d’origine, che sono inequivocabilmente riferiti all’atto sessuale.
Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre. ~ Salmo 51, 7
Altro errore comune, che troviamo apertamente in contrastato con quanto afferma la Sacra Scrittura è quello di ritenere che il peccato originale non si trasmetta nell’atto sessuale o coniugale. La trasmissione del peccato originale nasce dal fatto che viene trasmessa una natura umana ferita perché erede dell’unione tra Adamo e
LilithLa prima 'moglie' di Adamo, la creatura subumana che portò in grembo il primo essere umano.
che non apparteneva al genere umano. Questa natura è biologica e se la trasmissione è ereditaria non può che riguardare la genetica, per quanto poi la cosa possa apparire sconvolgente a coloro che hanno ridotto il peccato di Adamo a qualcosa di non definito e incomprensibile per mero dogmatismo.

Un male trasmesso dal momento del concepimento

Il peccato originale
La figura del tentatore, ovvero Satana, è un altro elemento del racconto del libro della Genesi tutt’altro che scontato…
Come è ben noto, anche per Agostino d’Ippona, soprattutto per contrastare l’eresia di Pelagio, l’uomo non può salvarsi con le sue sole forze, perché si trova in una condizione corrotta o ferita. E causa di questa condizione è proprio il peccato originale, ereditato attraverso l’atto sessuale che è all’origine di ogni vita umana. Infatti, usando po’ di logica spicciola, se nasciamo tutti con questa “colpa” – «contratta» e «non commessa» –, essa è presente proprio nel momento in cui veniamo al mondo. Ossia, per forza di cose, nel concepimento. Inoltre, proprio perché nati nel peccato, sempre per Agostino l’uomo è fin dalla nascita sotto il potere del principe di questo mondo che rivendica la sua appartenenza su ognuno di noi. Pertanto il peccato originale non riguarda soltanto la
concupiscenzaLe ferite o conseguenze del peccato originale.
, ma anche la non appartenenza a Dio. Infatti siamo figli adottivi di Dio solo se diventiamo proprietà di Gesù Cristo. Esistevano altri che la pensavano in modo simile ad Agostino. Per esempio Sesto Giulio Africano, architetto e scrittore contemporaneo di Origene, già nel III secolo considerava razza depravata quella di Caino che in si unì carnalmente a quella santa di Set, estendendo tale male a tutta l’umanità
Genesi 6: 1-5

Genesi 6:1-5

Corruzione del genere umano
(Es 34:15-16; 2Co 6:14-18)(Sl 14:1-4; Ro 3:10-18)
1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
4 In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.
5 Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.

. I Figli di Dio di Genesi 6 furono, infatti, già dal IV secolo identificati con la stirpe di Set. Dunque, come allude il testo biblico, è sottinteso che l’unione di queste due stirpi portò ad una corruzione ulteriore e devastante per la nostra specie, tanto che troviamo nel medesimo capitolo questa affermazione del Signore:
Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. ~ Genesi 6, 3
Rispetto ai Figli di Dio che vivevano almeno 250 anni, la riduzione della longevità a 120 anni è esplicitamente una conseguenza dell’ibridazione, in quanto è la genetica a stabilire il processo d’invecchiamento. L’ibridazione tra due razze profondamente diverse portò non solo a un cambiamento delle aspettative di vita, ma anche della natura umana. La bestialità, cioè l’essere solo “carne”, perché incapace di accogliere lo Spirito di Dio, è senz’altro un’altra prova della natura genetica corrotta del peccato originale. Infatti oggi qualunque esegeta non può non riconoscere che sono proprio le ferite psicofisiche derivate dal peccato originale la ragione per cui ogni uomo non è idoneo a percepire i doni dello Spirito di Dio. Infatti, sempre citando la Genesi, lo Spirito non restò nell’uomo dopo l’unione dei Figli di Dio con le figlie degli uomini discenti dal ramo geneticamente corrotto di Caino.

Due peccati originali?

Peccato originale: Giganti
L’appellativo nefilim (in ebraico נפלים), presente nell’Antico Testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo di giganti che sarebbe stato presente sulla terra al tempo dell’incrocio tra i “Figli di Dio” e le “figlie degli uomini”.
Se ne evince che furono due i momenti di rottura tra Dio e l’uomo nel libro della Genesi: prima quello del peccato di Adamo e molto più tardi quello dei discendenti di Set. Il vero peccato originale resta uno soltanto: il peccato commesso dal capostipite Adamo con l’animale Lilith. Ma le sue conseguenze divisero l’umanità in due stirpi distinte: i Figli di Dio (discenti di Set) e i figli di Caino, dalla cui mescolanza derivano i malvagi giganti menzionati in “
Genesi 6, 4

Genesi 6:4

In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.

”. Trattandosi di un argomento incomprensibile con le sole conoscenze religiose, per secoli sia la Chiesa che la tradizione ebraica sospesero il giudizio su questo mistero.

La rivelazione di don Guido Bortoluzzi

In un tempo ormai propizio, grazie alle conoscenze scientifiche, soprattutto quelle legate alla genetica, all’
ibridazioneRiconosciuta dal mondo accademico nel 2010.
e alla conoscenza del DNA, oggi possiamo finalmente iniziare a capire quale fu il peccato di Adamo e quali furono le sue conseguenze. Adamo, volendosi rendere indipendente da Dio tentò di generare una stirpe umana esclusivamente sua con la partecipazione di Lilith, senza l’intervento di Dio Padre; e il risultato fu la nascita di una razza subumana che cominciò da Caino. La Prima Donna, al contrario, rimase fedele a Dio e generò i Figli di Dio, come spiegato da “Genesi Biblica”. Questo spiega il passo “
Gen 3, 15

Genesi 3:15

Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno».

”, che contrappone la stirpe santa della Donna con quella del
serpente (Lilith)La stirpe di Adamo con Lilith, ovvero quella cominciata con Caino.
. Dall’unione tra queste due stirpi, una divina voluta da Dio Padre, l’altra quasi del tutto animale, perché discendente da Caino, cominciò la totale rovina di tutto il genere umano.

Naturalmente, quanto esposto, per essere pienamente compreso richiede l’approfondimento dell’opera di don Guido Bortoluzzi. La cosa meravigliosa è che finalmente il peccato originale non è più quel dogma assiomatico che risultava ampiamente incomprensibile e contraddittorio, ma appare finalmente chiaro e intellegibile.

Conclusione

peccato originale
Il frutto proibito rappresenterebbe la volontà di cercare di essere del tutto indipendenti da Dio. Questo però non giustifica che la caduta si attuò in un peccato concreto e dalle conseguenze ereditarie.
Alla luce di quanto esposto appaiono finalmente comprensibili molti dogmi cattolici, come l’Immacolata Concezione dove Maria fu preservata dalle tare ereditarie del peccato originale proprio perché non doveva trasmetterle a Gesù. Appare così chiaro che anche la nascita di Maria fu un evento prodigioso, al pari di quello di Cristo – nuova creazione –, dove Dio creò tutti i 46 cromosomi nel grembo di Anna per rendere la Santissima Vergine veramente geneticamente pura e senza alcuna inclinazione al peccato. Per purificare la nostra natura animale, Gesù si è sacrificato per donarci il Suo Sangue e il Suo Corpo, come prova di amore per sanare la nostra natura tarata e corrotta. L’Eucaristia, se presa con fede, può riportarci verso la condizione originaria di Figli di Dio, in vista della finale resurrezione della carne.

Al momento dalla nascita noi non apparteniamo a Dio ma ad Adamo che ci ha rivendicati come sua proprietà. Lui è, infatti, il nostro naturale capostipite e signore; lui ci ha generati e solo col Battesimo possiamo liberarci dal suo dominio.
19 Febbraio 2021

About Author

Alex Pac

Alessandro Pacifico Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi grazie a don Guido Bortoluzzi, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. La mia passione per la scrittura e la sceneggiatura comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.


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