L’evoluzionismo è compatibile con la fede cattolica?
Come ben si capisce, la diatriba interna tra cattolici che riguarda il tema dell’evoluzionismo e del creazionismo è pressoché fatta di sofismi e capziosità, spesso finalizzate a uno solo scopo: non prendere posizioni scomode o chiare sul tema, apparentemente “delicato” e “controverso”, dell’origine delle specie e, in particolare modo, del genere umano. Fermo restando che l’argomento può benissimo essere affrontato con una logica spicciola che non richiede particolari sovrastrutture che delimitino il discorso in precisi schemi, in realtà in un seriodibattito cattolicoCattolici che discutono con altri cattolici, almeno in teoria
partire da una base comune, quella dei dogmi cattoliciVerità su cui non si hanno più dubbi, non tanto per fideismo ma per esperienza.
, può essere un modo per evitare di cadere in errori e fraintendimenti di ogni sorta. Così però non accade e dunque proprio dal significato della parola “evoluzioneCambiamento.
” i sofismi si sprecano in un interminabile mare di nonsense e discorsi dove, pragmaticamente parlando, non si dice alcunché di utile.
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Tenete presente che questo discorso acquista particolare importanza quando riguarda catechisti, insegnanti di religione, teologi, biblisti, filosofi e prelati. Cioè, formatori. La mancanza di chiarezza di cui tratteremo in questo nostro articolo riguarda soprattutto quelle innumerevoli persone che non avendo un’onestà intellettuale genuina, forse anche solo inconsciamente, asseriscono cose che generano ulteriore confusione sull’argomento delle origini dell’uomo.
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Evoluzione… cosa significa?
Partiamo dal significato della parola. Evoluzione, come l’etimologiaDal latino evolutio, ossia svolgere.
lascia intendere, significa “cambiamento”. Dunque di per sé, partendo dal significato più comune del vocabolo, che l’evoluzione sia un dato di fatto nessuno lo mette in discussione. Il mondo cambia ed è in atto un’evoluzione. Per esempio sociale, culturale, economica, ma anche il cambiamento della fauna terrestre.
Così chiarì la questione già due secoli a dietro il grande gesuita e scienziato Angelo Secchi:
non sono affatto più sempliciCome noterà poi Sermonti in “Dopo Darwin”, in realtà la complessità biochimica di un microbo non è inferiore a quella di una pianta o di un animale... La vita è comparsa sulla Terra già complessa.
. In ogni caso la stratigrafia basta a risolvere la faccenda: abbiamo avuto periodi della terra dove la fauna terrestre non corrispondeva a quella odierna. Per esempio, si suppone che fino al CretaceoIl periodo più lungo e recente dell'era mesozoica.
siano esistiti i dinosauri, mentre adesso dominano i mammiferi. Questo cambiamento se viene definito “evoluzione”, inutile dirlo, è un de facto. Tuttavia, nessuno quando parla di evoluzione fa questo doveroso distinguo e ci si riferisce piuttosto a Darwin.
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Evoluzionismo Biologico
O trasformismo delle specie. Ma la sintesi moderna preferisce il termine “Neodarwinismo”. Adesso non ci metteremo a discutere sul perché o sul per come tale teoria sia inaccettabile per alcuni. Per quello abbiamo la parte del sito dedicato alle questioni scientifiche. Quel che ci interessa riguardo la fede cattolica è la questione semplicisticamente detta “dottrinale”. Il Neodarwinismo, senza girarci intorno, è il trasformismo delle specie. Nessuno ha creato nessuno: si è lentamente passati dalla forma di vita “a” fino a quella “b”, in un processo di macromutazioni o trasformazioni durato milioni di anni, in cui a un certo punto da un brutoUn subumano o non umano.
è nato un meno bruto, fino ad un uomo simile – ma non uguale ❗ – all’odierno Homo sapines. Da come se ne può dedurre, in questa prospettiva vengono così a mancare alcune verità insindacabili della Chiesa cattolica. Ma facciamolo spiegare da qualcuno di autorevole che si pronunciò sulla questione come Vicario di Cristo:
Ma se i darwinisti avessero ragione?
Nell’eventualità che l’Evoluzionismo Biologico corrisponda alla verità, beh, non ci sarebbe stata alcuna umanità perfetta, ma al limite la prima umanità sarebbe stata composta da bruti o uomini psico-fisicamente a noi inferiori; Adamo sarebbero una figura allegorica; il peccato originale sarebbe qualcosa di astratto, polisemico, simbolico e non avrebbe compromesso/ferito la natura umana, essendo l’umanità attuale più evoluta fisicamente e moralmente della precedente. L’effetto domino scaturito da tutto questo porterebbe a vedere Gesù Cristo come un Dio che si fa uomo per farci evolvere nella giusta direzione piuttosto che per restaurare ciò che Adamo distrusse con il peccato dei primordi. Tirando le somme, la storia non funzionerebbe più e si potrebbe tranquillamente costruire da capo un altro racconto (o dottrina). Sì, finiremmo nell’eresia più pericolosa di sempre, quella del modernismoLa Dottrina cattolica deve adeguarsi al progresso o al pensiero moderno, perché gran parte della Rivelazione ha un valore esclusivamente simbolico.
.
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La cosa naturalmente deriva anche da una forma mentis svincolata dalla cosiddetta “teologia narrativa”. La maggior parte delle persone non considera la storia della creazione dello zigote di Adamo e della caduta del genere umano – dovuta all’errore di un singolo individuo – come qualcosa di fondamentale per il racconto della salvezza e della propria relazione con Dio. In verità la storia di Adamo è altrettanto fondamentale quanto quella di Gesù, perché ci riguarda personalmente. Il teologo e il filosofo non preparati sull’argomento semplicemente non analizzano la realtà nella dimensione della storia che comincia dal primo uomo. Ma Dio attraverso una storia si fa conoscere, perché solo in una storia è possibile stabilire una relazione.
Pontificia Commissione Biblica sul carattere storico della Genesi
Si tratta di un testo che nei primi del ‘900 ribadì alcuni aspetti pertinenti all’interpretazione della Bibbia rispetto alla teoria di Darwin che in quegli anni aveva già portato molti autorevoli scrittori, studiosi e teologi cattolici in aperta eresia. La Pontificia Commissione Biblica sul carattere storico dei primi tre capitoli della Genesi fu indubbiamente scritta con durezza, ma nella sua sostanza sancì quello che tuttora dovrebbe essere insindacabile per ogni cattolico. Si ribadì, soprattutto nel terzo capitolo, che la creazioneex nihiloDal nulla.
di tutte le cose operata da Dio all’inizio del tempo, la particolare creazione dell’uomo, la formazione della prima donna dal primo uomo, l’unità del genere umano, la felicità originale dei progenitori nello stato di giustizia, ecc… non erano oggetto di discussione, tra cui l’esistenza del diavolo, il peccato originale e la perdita dello stato d’innocenza che rappresentano le ragioni per cui Gesù si è incarnato come Redentore. Tuttavia, per quanto ad alcuni non piaccia, questo testo continua ad avere un valore anche per i cattolici odierni. Naturalmente un modernista lo leggerà come qualcosa di superato e citerà in modo decontestualizzato il Magistero ordinario di qualche pontefice più recente.
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Teo-evoluzionismo e fondamentalismi cristiani

universoSpazio-tempo, energia e materia.
, come nella teoria del Big Bang, lasciando che la materia inorganica e organica si evolvesse da sola secondo un “disegno intelligenteAltra teoria di stampo teo-evoluzionista.
”. Tuttora la maggior parte dei cattolici propende per tale visione, rafforzati dall’antagonismo con il fondamentalismo creazionista che partì dagli ambienti protestanti legati alle interpretazioni della Sacra Scrittura del tutto letterali e insostenibili, quali la presunta possibilità che
l'uomo esista da soli seimila anniSommando gli anni dei personaggi biblici, da Adamo fino a Cristo.
o che al tempo di Adamo esistessero tutte le forme di vita della terra, dinosauri inclusi.
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La Santa Sede negli anni successivi continuò a condannare il Teo-evoluzionismo, pur non chiamandolo con il suo nome, soprattutto le opere di teologi cattolici apertamente in contrasto con la Dottrina cattolica come quelle di Henri de Dorlodot, ma con il passare del tempo il discorso si assottigliò sempre più, dal momento che da dopo il Concilio Vaticano II prevalse un cattolicesimo sempre più progressista e meno legato alla tradizione e al pensiero della scolastica medievale. In parole povere, i cattolici sulla questione delle origini dell’uomo si divisero in tre grandi categorie: teo-evoluzionisti, tradizionalisti che non dicono alcunché o, peggio, fondamentalisti simili ai protestanti, e cattolici che fanno il possibile per sostenere che una cosa non esclude l’altra, quando è evidente che così non può essere per il principio di non-contraddizione. Monogenismo o poligenismo?
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Gli stessi pontefici sull’argomento dell’evoluzionismo hanno espresso pareri apparentemente contrastanti… Un esempio tra tutti può essere Benedetto XVI, che nell’incontro con la Diocesi di Belluno-Feltre e Treviso ha espresso che l’evoluzione non esclude Dio, ma altrove ha invece ribadito con fermezza quanto segue:




In realtà qui c’è il documento completo:
http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis.html
e la frase “I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori” è presente
Infatti che il monogenismo sia un dogma lo riporta pure Wikipedia. Senza la colpa originale di Adamo manca l’incidente scatenante della storia della caduta e, dunque, della salvezza. Non a caso i teo-evoluzionisti non hanno una struttura narrativa, ma sostanzialmente per loro la caduta non si sa: Chi?; Che cosa?; Quando?; Dove?; Perché? l’abbia commesssa. Naturalmente anche i fondamentalisti cadono in tale errore, in quanto sulle prime due ti danno una risposta – Adamo, per fede -, ma sulle altre tre c’è il vuoto più totale…