Genesi Biblica
Concordanze tra la scrittura cinese e la Genesi Biblica, I parte
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Concordanze tra la scrittura cinese e la Genesi Biblica, I parte

Analogie tra la Genesi ed… antica scrittura cinese?

Una visione sempre più
modernistaLe Verità di fede devono aggiornarsi al pensiero corrente.
e chiusa nei confronti della
misticaLa possibilità che Dio veramente possa parlare all'uomo.
ha svuotato del suo senso più profondo gran parte dei racconti dell’Antico Testamento. Malgrado ciò le tante concordanze che troviamo ancora tra i miti e le tradizioni di civiltà così distanti tra loro nel tempo e nello spazio sembrano sfidare lo scetticismo ideologico di molti per condurci in ben altra direzione. Ecco dunque un altro esempio in cui due tradizioni lontanissime sembrano avere qualcosa di sorprendentemente in comune, ossia le immagini del libro della Genesi in un luogo davvero inaspettato: nei caratteri della scrittura cinese.

La necessità di ricordare

Il tempo scorre, spesso abbiamo bisogno di ricordare dei fatti. Come fare? Registrandoli. Ma come? Con una sinestesia: spostando il ricordo dal senso dell’udito, legato esclusivamente al divenire, al senso della vista che può anche funzionare sulla stabilità. Qui però si aprono due opzioni:
  1. Registrare le idee demandando alla memoria il ricordo dei suoni, oppure
  2. Registrare i suoni demandando alla memoria il ricordo delle idee?
All’inizio il tentativo è stata l’opzione numero 1: registrare le idee in quanto parte significativa del linguaggio umano. Le prime scritture sono di tipo geroglifico: i segni cercano di registrare ciò che l’occhio vede con vari tipi di stilizzazioni. L’opzione 1 è però particolarmente difficile, farraginosa e incerta. La maggior parte delle scritture piano piano si converte all’opzione numero 2. Quasi tutte: il cinese resta legato alla registrazione dei concetti.

La scrittura cinese

I caratteri della scrittura cinese

I caratteri cinesi (漢字T, 汉字S, hànzìP) sono le unità minime di significato (in linguaggio specialistico chiamate logogrammi)

Registrare i significati è cosa ben più complessa che non il numero limitato dei suoni. L’opzione 1 comporta l’organizzazione dell’intero universo in un sistema concettuale elaborato fino a un certo punto della storia e in grado di registrare significati nuovi che gli uomini via via scoprono. Per far questo la lingua cinese si organizza su quattro livelli:
         
  1. Il livello dei tratti, cioè dei segni grafici. Nelle nostre lingue alfabetiche i segni grafici, sono per esempio il cerchio, l’occhiello, l’asta, l’uncino eccetera. Con il cerchio faccio le O e le A, con l’occhiello faccio la L e la E, con l’asta faccio la T, la D, la P, eccetera. In cinese i segni grafici sono più di 30 che partono da 8 forme base. I tratti non sono portatori di alcun significato.
  2. Il livello dei radicali: insieme che costituisce il nucleo dei significati di base. Quasi tutti i radicali sono anche caratteri: cioè hanno un significato. I radicali sono quasi tutti pittogrammi: mirano a rappresentare la somiglianza come l’idea di qualcosa di esterno che può esser colta dalla vista, per esempio: 人 rèn, persona (due gambe); 女 , donna (una donna con lo strascico o incinta); 子 zi, bambino/a (un neonato in fasce); 儿 èr, figlio/a (nella forma tradizionale c’è anche la testa); 口 kŏu, bocca; 大 , grande (un uomo a gambe divaricate con le braccia distesa); 天 tian, cielo; 田 tián, campo.
    Questi due primi livelli, sono fissi, i seguenti due sono dinamici; si creano nuove entità e altre possono scomparire:
  3. I caratteri sono: sia la maggior parte dei radicali che nuovi segni ottenuti con l’abbinamento di due o più radicali. Ma, se i radicali sono quasi tutti pittogrammi, come si può rappresentare ciò che non si vede? In tre modi: con la simbolizzazione, come nei numeri: 一 yi, uno; 二 èr, due; 三 san, tre; 四 sì, quattro, eccetera. Con l’associazione (moltissimi casi). Esempio: il radicale 女 significa donna e il radicale 子 zi significa bambino/a. Unendo i due radicali in un unico carattere si ottiene 好 hăo con il significato di buono o di bene, perché una donna con un bambino è una cosa buona, questi sono detti ideogrammi. Il terzo modo è il fonogramma, cioè l’associazione di due caratteri dei quali uno assume valore simbolico e l’altro valore fonetico, cioè ricorda il suono che ha quel carattere da solo. Esempio: 青 qing, indica il colore della natura (verde-blu). Aggiungendo a questo carattere il segno simile alla nostra ì ma che in cinese indica la parola, otteniamo 请 qĭng che mantiene il suono di 青 qing pur cambiato nel tono e assume il significato di una parola di cortesia corrispondente all’inglese please.
  4. Le parole che sono: i radicali che hanno significato, i caratteri e l’unione di più caratteri, in maggioranza 2, ma anche 3 o 4 in alcuni    casi, esempio: 中国 zhongguo, Cina; formato da 中zhong, che vuol dire mezzo e da 国 guo che vuol dire stato, quindi Cina vuol dire: il  paese di mezzo.

La storia di padre Kang

Nel 1950 esce a Hong Kong un libro intitolato “The Discovery of Genesis”, di C. H. Kang pastore evangelico. C’è una coautrice del libro, la dottoressa Ethel Nelson, missionaria a Hong Kong nell’immediato dopoguerra. Prima di questo libro esistevano degli appunti ciclostilati del pastore Kang. La dottoressa americana Ethel li trova in un mercatino di libri usati, li legge e ne rimane affascinata. Dopo la missione di volontariato nella Cina britannica, Ethel torna nella sua casa in America e un giorno suo figlio gli parla di un suo amico di classe che ha lo stesso cognome dell’autore degli appunti che aveva trovato: Kang: “Chiedigli se conosce il pastore Kang di Hong Konk” gli dice la mamma. L’indomani il figlio torna e le dà la risposta: “[…] è suo zio, che si è trasferito a Singapore”. Ethel interpreta la cosa come un segno del destino, si fa dare l’indirizzo e inizia una corrispondenza che produrrà anche degli incontri in Cina e alla finire produrrà la stesura definitiva del libro. Ma come era arrivato il pastore Kang agli appunti ciclostilati?
Siamo nell’immediato dopoguerra, a HongKong. La città è uscita da una guerra difficile fra britannici e giapponesi. Alla fine è diventata una città accogliente. Vari profughi arrivano dalle terre ancora in difficoltà, arrivano dall’interno della Cina, dall’Indocina, dalla Corea. È una città cosmopolita, dove, oltre agli asiatici, ci sono ovviamente i britannici e altri europei. E americani. Ci sono esuli, feriti, sbandati. La città ha dei centri di accoglienza che riuniscono varia umanità. Il nostro giovane e intraprendente pastore Kang va in uno di questi centri, fa un breve discorso alle persone che incontra parlando del Dio cristiano e delle Sacre scritture. Poi offre alcune pagine della genesi biblica e saluta per un prossimo incontro, dopo che avranno letto i suoi appunti. Per discuterne. L’incontro avviene la settimana successiva. Naturalmente non dà alcun risultato. Chi mai vorrebbe parlare, fra ospiti che convivono in un centro di persone raccogliticce che non si conoscono fra di loro se non a livello superficiale, di problemi seri come quelli della genesi biblica e del Dio Cristiano? Chiunque avrà avuto accanto uno sconosciuto che poteva essere un confuciano, un taoista, un buddista, un comunista, un ateo, un islamico. No, nessuno risponde alle gentili domande di padre Kang. Nessuno ad eccezione di una giovane signora dall’aspetto intelligente:
Onorevole padre Kang, noi la ringraziamo molto delle sue visite, del suo tempo, della sua disponibilità, dei suoi appunti. Io comunque li ho letti. Li ho trovati simpatici, anche divertenti, come delle belle favole per bambini. Però sono una persona adulta e sentirei il bisogno di parlare delle nostre origini da un punto di vista più attuale, più scientifico. Parlare delle teorie di Darwin per esempio.”
Gentilissima signora, la ringrazio molto per aver letto i miei appunti e per avermi dato un suggerimento tanto importante. Avremo bisogno di tempo per affrontarlo, e lo faremo. La prossima volta ci incontreremo di nuovo e affronteremo il problema da lei posto.”
Padre Kang si accomiata e torna a casa. Darwin! Sì, naturalmente ne aveva sentito parlare, aveva letto di alcuni giudizi su di lui, ma, francamente, non sapeva molto di più all’infuori dell’argomento dei suoi studi: la teoria dell’evoluzione. Prima di rincasare cerca un libro su Darwin e, rientrato a casa, comincia a sfogliarlo. Non ha molta fame. Beve un po’ di tè, va a letto e cerca di capirci qualcosa di più. Francamente si sente un po’ frastornato. Quella notte il sonno è molto difficile. Anche i giorni successivi: malgrado abbia preso qualche altro libro sull’argomento e trovato qualche articolo su riviste cristiane, non riesce ad avere le idee chiare. Ad eccezione della sua fede. In uno di quei giorni, anzi una di quelle notti, padre Kang riesce ad addormentarsi un po’ e poi si sveglia improvvisamente, come fulminato da un ricordo: sua nonna gli aveva regalato alcuni anni prima una Bibbia bilingue, cinese e inglese, e, proprio in una nota relativa alla genesi c’era un carattere particolare. La nota riportava quel carattere come sostegno un po’ scherzoso, ma incoraggiante, una combinazione, un caso. Si trattava della parola cinese per nave. Il carattere cinese per nave attualmente è il seguente:
chuan
Questo è il carattere attuale, ma a quel tempo il carattere aveva una piccola differenza. Il carattere attuale è formata dal radicale per barca (a sinistra): 舟 zhou; dal radicale per tavolino (a destra in alto): 几ji; e dal radicale per bocca (a destra in basso) 口 kou. La scrittura del suo tempo invece al posto di 几ji, aveva il radicale ba, otto 八。
Cosa vuol dire tutto ciò?
Il radicale zhou indica una barca, ma il radicale chuan indica una grande barca. La prima grande barca di cui abbiamo memoria è l’arca di Noè. Il carattere chuan in effetti ha alla sua sinistra il segno di barca, e alla sua destra il radicale 8 e il radicale bocca, quindi, una grande barca è quella che ha a bordo otto bocche da sfamare: Noè, sua moglie, i suoi tre figli e le mogli dei suoi tre figli, otto in tutto. Perché mai per indicare una grande barca il carattere cinese avrebbe dovuto mettere questi dettagli se non fosse stato collegato con il vecchio racconto della genesi? Il nostro padre Kang si sentì immediatamente rinfrancato, più sveglio, pieno di energia e provò a fare un altro esperimento, al di fuori delle note trovate nella genesi. Provò con questo carattere:
zào, creare
A sinistra del radicale per terra, 土 tu, c’è una sorta di accento rovesciato, il pie, sotto il segno della bocca 口, kou, e il tutto è inserito nel radicale chuo, camminare, 辶. Il segno del pie può esser considerato un sunto del carattere completo 生 sheng, che vuol dire vivere, vita. Quindi il pie può esser considerato come l’alito della vita sulla terra proveniente dalla bocca. Questa parte del carattere forma un carattere a sé che in cinese significa dire: 告 gao. Creare quindi significa: la parola di Dio, soffiando l’alito vitale sulla terra, produce l’essere vivente, vivo e mobile: 辶 chuo. Ovviamente la ricerca di padre Kang non si fermò qui, andò avanti e produsse il primo fascicolo ciclostilato dal quale sarebbe poi nato il libro con altri caratteri. Anche noi ne vedremo altri successivamente, con la seconda parte di questo nostro articolo.
Continuate a leggere la secondo parte.
7 Maggio 2020

Informazioni sull'autore

Claudio Balducci

Claudio Ho studiato Lingue e Letterature straniere a Pisa. Nel '72 mi sono laureato, sposato, adesso vivo a Prato. Nel corso degli studi universitari sono stato molto coinvolto nei movimenti di sinistra. In questi ambienti tutti parlavano di Marx e criticavano la Bibbia, ma poiché mi sembrava che pochissimi ne sapessero qualcosa ho cominciato a studiare Marx e a leggere la Bibbia. Entrambe le letture sono state due vere avventure. Dopo un tragico evento familiare ho deciso di convertirmi e ho cominciato a frequentare la Chiesa cattolica, cosa alla quale non ero abituato. Per varie ragioni ero incuriosito e affascinato dalla lingua e soprattutto dalla scrittura cinese che cominciai a studiare. In particolare ero affascinato dalla sua antichità e dalla primitività (così mi pareva) della sua scrittura. Incappai negli studi che alcuni gruppi cristiani stavano facendo sulla genesi biblica. La cosa mi affascinò. Cercando altre notizie con la parola "genesi", scoprii la pagina curata da Alex Pac sulla Genesi Biblica. Comprai il volume curato da Renza e un giorno vidi l'annuncio di un convegno a Farra d'Alpago. Decisi di andarci. Fu proprio in quell'occasione che Renza propose di costituire un'associazione alla quale aderii subito con entusiasmo. Oltre a questi due interessi - il politico e il religioso - ho avuto altre passioni nel corso della mia vita: la pittura e la scrittura.


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