L’atavica ricerca dell’immortalità
La ricerca di quest’oggetto leggendario dai poteri straordinari fin dal Medioevo ha scatenato la fantasia popolare, incendiando i cuori di molti scrittori che ne hanno narrato il suo mito attraverso saghe e poemi cavallereschi. È stato cercato in ogni dove, anche perché i suoi poteri, secondo la leggenda, donerebbero vita eterna e conoscenza. Tuttavia non tutti i mortali saranno in grado di raggiungere il Graal, ma solamente coloro che sono puri di cuore. Nel corso del tempo ha assunto diverse forme, lo ritroviamo spesso sotto forma di calice per poi divenire una coppa e infine un libro. Ma cos’è veramente il Santo Graal? In questo articolo ci ripromettiamo di svelare il mistero.
Un oggetto realmente esistito?
Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.” ~ Marco 14, 23-24La reliquia più sacra di sempre, il calice di Cristo, noto nella tradizione medievale come “Graal“, è in assoluto l’oggetto che più ha dato origine a suggestioni letterarie e cinematografiche, ispirando cult della storia del cinema quali “Indiana Jones e l’Ultima crociata” o della letteratura come “Gli assassini del Graal” di Paul Doherty. Così ci riporta Alessandro Pacifico, alias Alex Pac-Man, riguardo cultura pop, narrativa e cinema. Ma domandiamoci: per quanto al centro di numerose leggende e racconti fantastici, esiste la possibilità che il calice di Cristo sia stato davvero un manufatto fuori dal comune? Dando per assodato che sia esistito così come è esistito Cristo nel momento dell’ultima cena, non resta che chiedersi di cosa fosse fatto. Quali lo sono le fattezze del Calice di Cristo?

Un metallo misterioso
O almeno cosi riportaIl calice è d’argento, ha la dimensione di una pinta gallica e ha due maniglie lavorate su ciascun lato…Fin qui niente da eccepire, era un calice “d’argento” di medie dimensioni. Ma, arrivando al dunque, si trattava di semplice metallo? Un’altra descrizione del calice di Cristo ci è fornita dalla Beata Anna Katharina Emmerick, nota mistica cattolica del XVIII secolo che ebbe in dono delle visioni sulla vita di Gesù Cristo, tra cui una descrizione del famoso calice:
Beata Anna Katharina Emmerick: “I due Apostoli (Pietro e Giovanni) ricevettero da Serafia, una pia donna amica della sacra Famiglia, tra altri doni, anche il calice che sarebbe stato servito al Redentore per l’istituzione dell’Eucaristia. Era un calice meraviglioso e formato di un metallo misterioso. Era rimasto, per molto tempo, tra gli arredi preziosi del Tempio. Non lo si era mai potuto fondere, perché di un metallo sconosciuto. Venduto dai sacerdoti a un antiquario, era stato da lui rivenduto a Serafia. Era già servito molte volte al Redentore per la celebrazione delle feste, ma dacché fu ceduto ai due Apostoli per Lui, esso rimase sempre in possesso della Comunità cristiana. Il calice conteneva un vasetto ed era ricoperto da un piattino rotondo. La parte inferiore del vasetto era di oro puro; vi si ammiravano artistici fregi, tra i quali una serpe e un grappolo di uva; su di esso erano incastonate inoltre pietre preziose. Il calice era stato di Melchisedec (misterioso personaggio dell’Antico Testameno, che in Genesi 14, 18 presenta come re e sacerdote dell’Altissimo) e di Abramo; era rimasto dentro l’arca di Noè.”Le origini del mito
La versione classica del Graal che tutti abbiamo in mente è quella della coppa con la quale Gesù celebrò l’Ultima Cena e nella quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue dal costato del Cristo crocifisso. Ma questa versione del Graal risale al 1202, quando Robert De Boron la inserisce nel poema “Joseph d’Arimathie”, fondendola con il mito celtico del calderone. Il calderone, infatti, nelle leggende celtiche come quello del dio Dagda era simbolo dell’abbondanza che dispensa cibo inesauribile e conoscenza infinita, ma anche simbolo di resurrezione nel quale si gettano i morti perché resuscitino il giorno seguente. Il calderone dunque nutre i guerrieri celtici così come il sangue contenuto nel calice nutre la fede dei cristiani e li rigenera a una vita nuova… Da allora in avanti la leggenda del Graal si legherà indissolubilmente con il calice di Cristo, divenendo un simbolo cristiano. Dunque il mito del Graal ha radici molto più arcaiche del Cristianesimo e nasce, appunto, dalla fusione di antiche leggende presenti in numerose culture. L’origine del termine “Graal” infatti si fa risalire al termine latino Gradalis, che significa scodella o vaso, questi oggetti nella mitologia classica rappresentavano la potenza benefica delle forze superiori, basta pensare alla Cornucopia dei Greci e dei Romani.
Intorno al 1210 il tedesco Wolfram Von Eschembach, nel poema “Parzifal”, parte del ciclo arturiano, fornisce una nuova interpretazione sulla natura del Santo Graal. Non è più una coppa ma una pietra purissima, chiamata Lapis exillis, questa pietra dai poteri miracolosi donerebbe perfino l’immortalità.
Il termine lapis “exillis” è stato interpretato come “lapis ex coelis”. Ovvero “pietra caduta dal cielo”.

La pietra caduta dal cielo
Alcuni hanno accostato la lapis exillis alla Lia Fàil o ”pietra del destino” che secondo un’antica leggenda irlandese un popolo di semidei, detti Thuata di Danan, avrebbero portata con sé dalla loro prima dimora, il cielo. Eschembach appunto sostiene che la pietra era uno smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero e portato a terra dagli angeli rimasti neutrali durante la ribellione. Gli Angeli proclamarono Tirutel signore del Regno del Graal e posero la pietra nelle mani di una donna sua figlia Schoysiane, poiché il Graal poteva essere toccato solo da una vergine. Il figlio di Tirutel Amfortas, divenuto nuovo re, venne sedotto dalla strega Kundry e cadde con lei nel peccato rimanendo
Come confermato dalle visioni di Anna Katharina Emmerick, il Graal era costituito di una materia sconosciuta caduto dalla fronte di Lucifero dopo la ribellione celeste, e perso da Adamo dopo il peccato originale, per poi essere recuperato dal figlio Seth e perso nuovamente, salvato da Noè durante il diluvio e successivamente utilizzato da Melchisedec per benedire Abramo e Sara. Fu poi posseduto da Mosè prima di scomparire di nuovo.
Riapparve sulla terra quando un angelo portò l’oggetto sacro a San Gioacchino prima del concepimento di Maria, ma il sacerdote del tempio vendette il sacro oggetto a un antiquario. Venne recuperato dalla Veronica per essere adoperato da Gesù nell’ultima Cena.
Ma la pietra caduta dal cielo è riconducibile anche alla pietra nera custodita nella Ka’ba della Mecca, che secondo la tradizione islamica fu fatta calare da Allah dal paradiso sulla terra. La pietra durante il diluvio universale fu messa in salvo da Noè per poi essere recuperata da Abramo nei pressi del luogo dove sarebbe sorta la Mecca.
Il più antico tesoro
Si tratta in ogni caso di un qualcosa che fu perduta in seguito alla fine di un’età d’oro, un oggetto reale o simbolico che rimanda a uno splendore passato. Possiede caratteristiche simili al Graal, quindi capaci di mantenere in vita, dare conoscenza e di risanare la natura umana, un altro oggetto leggendario: la Pietra filosofale, che ritroviamo in parte con le sue peculiarità nella saga di “Harry Potter” e nel manga/anime “Fullmetal Alchemist“, simbolo dell’alchimia per la sua capacità di poter trasmutare in oro i
Che cosa rende l’uomo immortale?
Nella tradizione cristiana la pietra dell’immortalità non è altro che Gesù Cristo stesso, ossia la pietra angolare su cui è stata costruita la Chiesa di Dio. E sopra di Lui ci sono altre “pietre vive”, che rappresentano tutti i credenti uniti tra loro per innalzare il tempio santo del Signore:Efesini 2:20-22
20 Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, 21 sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. 22 In lui voi pure entrate a far parte dell'edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito.
1Pietro 2:4-5
4 Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini ma davanti a Dio scelta e preziosa, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
1Corinzi 10:1-4
L'esempio d'Israele nel deserto
1 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, passarono tutti attraverso il mare, 2 furono tutti battezzati nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè; 3 mangiarono tutti lo stesso cibo spirituale, 4 bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo.




Lascia un commento